Creativity Inside

Il metodo creativo

La seconda tappa del metodo creativo – l’invenzione (2)

Posted on | luglio 15, 2013 | No Comments

L’analogia

 La soluzione di un problema può trarre spunto anche da situazioni ed ambiti apparentemente estranei ad esso. Il metodo analogico consiste nello stabilire delle relazioni di somiglianza passando da una categoria conoscitiva ad un’altra, al fine di raccogliere nella prima le soluzioni già suggerite nella seconda.

Abbiamo visto che l’analogia consiste nel trovare rassomiglianza tra una cosa e un’altra. Del resto la nostra mente procede in questo modo, rapportando a cose già a noi note delle cose nuove che dobbiamo comprendere e interpretare e nel settore creativo, l’analogia può funzionare in senso inverso e farci partire da cose comuni per andare verso delle scoperte.

Come procedere alla ricerca dell’ambito analogico, ossia il contesto in cui esistono fenomeni o condizioni simili a quelli in esame? La cosa più semplice è di ricercarlo nell’ambiente circostante, come ad esempio, nella natura. Il metodo analogico è così ricco che tutta una disciplina,la Bionica, è stata creata per riprodurre con tecnologie moderne le prodezze che alcuni animali realizzano grazie a fenomeni naturali.

Il metodo analogico può servire quando l’approccio diretto a ruota libera non ha richiamato un’idea magica soddisfacente.

Come utilizzare le Analogie:

 1. Enunciare le caratteristiche del problema (con la tecnica della ruota libera, raccogliendole  in mappa mentale)

2. Scegliere le caratteristiche chiave del problema

3. Citare cose, situazioni, personaggi rappresentanti una o più caratteristiche evidenziate al punto 2 (biologia, sport, moda, storia, mitologia, botanica, filosofia,  mondo   animale,    pittura, agricoltura, cinema, politica, archeologia….)

Si scelgono le analogie che rappresentano meglio la sfida e si  trascrivono su di un foglio.

La scelta può essere fatta dall’animatore, da tutto il gruppo o da un  membro del gruppo.

I criteri di scelta sono i seguenti:

1.  La fecondità probabile dell’analogia ( analogia acrobatica = l’animatore e il missile / analogia povera = l’animatore e il capitano di una squadra di calcio / analogia feconda = l’animatore e l’agricoltore – ci sono più differenze da sfruttare)

2.  La simpatia,  l’attrazione provata per l’analogia

3.  L’esperienza e la competenza di almeno un membro del gruppo in quel settore.  Attenzione! : se l’analogia si rivela sterile, si passa all’analogia seguente

4. Poi si sceglie una delle seguenti  tecniche per sviluppare l’analogia:

o la Mappa Mentale dell’analogia  scelta dal gruppo,

oppure   si chiede a un partecipante di fare l’Identificazione : può identificarsi al tema scelto, oppure all’analogia. Comincia con un monologo nel quale si descrive fisicamente e moralmente, parla del suo passato, dell’ambiente circostante e dell’interazione con esso. Una volta terminato il suo monologo,  l’animatore lo rilancia chiedendogli di precisare meglio alcune cose. In seguito possono  intervenire anche tutti i membri del gruppo. Durante l’identificazione i partecipantiprendono appunti sotto forma di :

-   osservazioni / interpretazioni

-   idee

 

L’identificazione

 Questa tecnica può essere praticata individualmente, avendo cura di tenere in funzione un registratore, o in gruppo, rispettando strettamente le seguenti regole:

  • Colui  che si immedesimerà in un oggetto o un tema deve essere volontario.
  • Può scegliere l’oggetto che vuole, o accettare liberamente un oggetto proposto dall’animatore.
  • Non si farà nessuna deduzione o interpretazione trasferendo le parole dell’identificatoalla sua  personalità, né durante, né dopo l’esercizio.
  • Il volontario terrà gli occhi chiusi per tutto il tempo (meglio ancora se porterà unamaschera relax )
  • Sarà invitato a rilassarsi, a mettersi in una posizione confortevole.
  • In un primo momento, per ben cinque minuti, parlerà tranquillamente di sé, farà un  ritratto fisico dell’oggetto nel quale si è immedesimato e del suo ambiente.
  • Poi l’animatore procederà a intervistarlo tranquillamente facendo domande aperte  sulla vita quotidiana dell’oggetto.
  • Concluderà offrendo la possibilità di esaudire tre desideri ‘magici’.
  • Alla fine lascerà al partecipante il tempo di riprendersi, di tornare a essere se stesso.
  • Una volta che il partecipante avrà aperto gli occhi gli sarà richiesto di esprimere leproprie impressioni.
  •  L’animatore ringrazia e fa dei complimenti.

N.B. Durante tutto il gioco gli altri partecipanti prendono appunti che saranno raccolti in seguito dall’animatore sotto forma di mappa mentale.

Questo metodo consiste nel mettersi in uno stato di rilassamento profondo, mobilitare la propria energia positiva, poi condurre poco alla volta la propria immaginazione visiva alla ricerca di risposte o di soluzioni soddisfacenti.

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