Creativity Inside

Il metodo creativo

La seconda tappa del metodo creativo – l’invenzione (1)

Posted on | luglio 1, 2013 | No Comments

 Le tecniche sono tante. Ve ne proponiamo tre: l’idea magica, l’analogia e l’identificazione.

L’idea magica

La  più bella illustrazione dell’alternanza divergenza – convergenza si trova nel pensiero magico. Il pensiero magico è connaturato con l’uomo. Prima della realtà c’è il sogno. Questo sogno può realizzarsi se sono disponibili gli strumenti e/o le tecnologie adeguate altrimenti rimane fantascienza. Gli esempi più belli del pensiero magico sono le macchine di Leonardo da Vinci. Alla sua epoca ha realizzato delle  chiuse  e dei canali fognari, ma anche dei disegni dettagliatissimi di elicotteri, aerei, mute  da palombaro ed alcuni strumenti di escavazione che hanno dovuto attendere secoli per essere realizzati. Quindi il pensiero magico è, dato un certo obiettivo, immaginare una soluzione efficacissima, bellissima, dettagliata… ma impossibile da realizzare così come è stata formulata. La magia della formulazione serve per andare il più lontano possibile dalle soluzioni ovvie e fattibili per cercare grazie al “volo pindarico” quella originalità che potrà risolvere brillantemente il nostro problema.

Nel meccanismo del pensiero magico si devono distinguere il desiderio, cioè l’intenzione forte che mette in moto tutte le risorse inventive dell’uomo e il dispositivo messo in atto per la realizzazione del desiderio. Mentre il desiderio può essere espresso in modo generico ( come per esempio: vorrei volare), l’idea magica riesce a trovare un dispositivo, ingegnoso tangibile, misurabile, dettagliato, ma come tale impossibile,  facendone intravedere la sua efficacia ( nel nostro caso:  avere le ali).

L’idea creativa traduce, dopo prove e tentativi, la perfezione magica in soluzione fattibile, funzionante e originale per un dato momento e in un determinato contesto (nel nostro esempio: l’aereo o il deltaplano). Leonardo da Vinci asseriva:  ” … dopo la magia, serve ostinato rigore per trovare la via dell’ idea perfezionata “.

                                    Inventare significa per prima cosa avere un’idea magica perfetta, originale e impossibile, poi tradurla in soluzione creativa, ossia pratica, originale, interessante, efficace e realizzabile.

 

Cominciare con la Tecnica della Ruota Libera

 Abbiamo detto che il pensiero creativo si avvale in un primo momento di un pensiero libero, detto fase divergente, durante il quale si lavora quasi in modo automatico senza paradossalmente pensare a ciò che si dice o si scrive. Funzionare a ruota libera vuol dire non sentirsi costretti da regole, ma lasciare venire alla superficie le idee più stravaganti, le più magiche possibile. Durante questa fase l’utilizzazione delle tecniche di creatività resta relativamente sterile se non si rispettano le regole della “ruota libera”, ossia le regole CQSM”.

 

- Censura abolita: qualsiasi forma di valutazione è sospesa, sia positiva che negativa. La critica delle idee deve essere proposta nella fase successiva.

- Quantità prima di tutto!: più il numero delle idee è elevato, più aumenta la possibilità di trovarne alcune interessanti. Fare fluire il fiume del pensiero, aprire le porte del pensiero non può che produrre due effetti positivi: statistico (ci sono più possibilità di avere un’idea interessante se se ne producono cento anziché dieci) e psicologico (le idee che arrivano per prime sono generalmente le più banali; è raschiando il fondo del barile che si troveranno le idee più originali).

- Stravaganza benvenuta!: immaginare delle idee straordinarie, stupefacenti (non è cosi semplice come sembra). Più l’idea è originale, più è facile trasformarla in una realizzabile.

- Moltiplicazione sistematica!: da un’idea ne nasce un’altra, le combinazioni fra le idee sono utili. Questa regola si applica a se stessi se si è da soli, ma è ancora più feconda se si lavora in gruppo. Si raccomanda di non seguire il filo del proprio pensiero ma di essere all’ascolto delle intenzioni degli altri affinché possa essere possibile “agganciarsi” per produrre altre nuove idee. Queste bi-associazioni hanno una probabilità di essere più originali grazie alla unicità e alla diversità dei partecipanti del gruppo di lavoro.

È solo nella fase convergente che  si valutano le idee ed è estremamente importante tenere  separate le due fasi per la qualità del pensiero creativo.

 

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