Creativity Inside

Il metodo creativo

La parte bacchettona del cervello

Posted on | marzo 21, 2012 | No Comments

La mente è conservatrice e, di fronte a idee nuove, produce ormoni dello stress. La psicologa Kyung Hee Kim nel suo studio “La crisi della creatività: il calo dei punteggi nei test di Torrance sul pensiero creativo” sostiene che la creatività è merce sempre più rara.  Analizzando i punteggi ottenuti in 300 mila test dagli anni Cinquanta a oggi, la Kim ha potuto verificare che la creatività è in caduta libera almeno da venti anni.
Perché? secondo le neuroscienze, essere inventivi è una realtà rivoluzionaria e dolorosa.
Alf Rehn, docente di innovazione al Royal Institute of Technology di Stoccolma, sostiene che “ La creatività è sofferenza, richiede di mettersi in discussione, di buttarsi tutto alle spalle e sfidare il buon senso”. “ Il cervello è pigro e può diventare il peggior censore delle idee creative “ continua Rehn,. “ E’ un organo che ama gli schemi e le ripetizioni, e odia e scoraggia la novità. Fintanto che lo nutriamo di idee che può facilmente incasellare nei suoi schemi, ci gratifica con dosi di dopamina che ci fanno stare bene. Quando invece pensiamo a cose provocatorie e innovative, il rubinetto della dopamina si chiude e aumenta la produzione di ormoni dello stress: il cervello vuole farci capire che, quando siamo creativi, non è contento di noi. E ci fa soffrire”.
Come difendersi? La ricetta per essere creativi è semplice e sovversiva allo stesso tempo: spegnere la parte bacchettona del cervello.
Come fare? Quando stiamo bocciando un’idea perché la consideriamo come sgradevole e fastidiosa, poniamoci la domanda: “ cosa stai cercando di proteggere? cosa vuoi evitare di imparare?”.
Oltre quella palizzata c’è la creatività.

Dall’articolo di Giuliano Aluffi pubblicato nel mumero 1252 di Il venerdì di Repubblica.

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