Creativity Inside

Il metodo creativo

La Mappa Mentale, uno strumento multiuso (6)

Posted on | febbraio 29, 2012 | No Comments

 

 

 

 

 

 

 

La terza legge della comunicazione afferma che  “Quello che abbiamo comunicato é quello che l’altro ha capito” , ossia la mappa mentale che il nostro messaggio avrà contribuito a creare, o più modestamente, a modificare, migliorare,  rinforzare nello spirito del nostro interlocutore.  Se inviamo il nostro messaggio senza preoccuparci del “terreno” sul quale si poserà rischieremo di essere fraintesi, o peggio, di produrre un controsenso e di avere un effetto boomerang. Nelle tappe della comunicazione la porta di ingresso é affettiva (il Bambino dell’Analisi Transazionale) e il messaggio, non appena l’attenzione é stimolata, passa per il filtro del Genitore dove sono immagazzinate le centinaia, le migliaia di mappe mentali che ognuno di noi ha costruito a partire dalla nascita.

Conoscere la mappa mentale dell’altro prima di rivolgersi a lui é dunque un preludio indispensabile al successo della comunicazione, specialmente quando l’educatore vuole abbordare un tema di implicazione morale. E lo stesso vale per l’insegnamento: la nuova conoscenza si integrerà in ogni caso con una serie di conoscenze già presenti nella mente degli allievi; secondo i casi questa nuova conoscenza le completerà o le arricchirà, oppure le sconvolgerà contraddicendole, cosa che potrebbe portare ad una chiusura a volte definitiva; é a causa di incidenti nella comunicazione di questo genere che l’allievo può decidere di essere un ‘asino’ … e l’insegnante giungerà alla stessa conclusione.

Conclusione banale ma capitale: praticare l’ascolto attivo, ossia fare del silenzio dentro di noi per potere conoscere la mappa mentale degli altri prima di rivolgersi a loro.

Conoscere la mappa mentale dell’altro: nella pratica, come procedere?

Utilizzando l’intervista non direttiva, faccia a faccia. L’educatore all’inizio dell’intervista,  che sarà elaborata sotto forma di mappa mentale, lancia un tema e aspetta tranquillamente la risposta, rilancia utilizzando le stesse parole dell’intervistato e cosi via tramite associazioni spontanee, permette di stabilire la mappa mentale del giovane, sotto i suoi stessi occhi. L’intervistato potrà quindi verificare quello che é stato scritto ed arricchire la mappa mentale a suo piacimento. Collettivamente basta che l’educatore (eventualmente l’insegnante) scriva alla lavagna il tema centrale e crei la ragnatela di associazioni integrando i contributi del gruppo. Una volta elaborata la mappa mentale, sarà più facile, a seconda dei casi, procedere con la discussione o cominciare la lezione.

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