Creativity Inside

Il metodo creativo

La creatività come attitudine

Posted on | maggio 28, 2013 | 4 Comments

La creatività è la capacità di creare. Ma cosa significa creare? Il dizionario ci propone la seguente definizione : “fare partendo da nulla  ciò che l’uomo non può ”.Effettivamente, per millenni, la creatività è stata guardata con sospetto e considerata una prerogativa divina cui gli uomini non possono avere accesso.

Fortunatamente, a partire dall’epoca di  Galileo è iniziata la progressiva valutazione della creatività in quanto attitudine innata nella natura umana. In effetti, il suo campo d’azione coincide con l’intero campo del pensare e dell’agire umano. Henri Poincaré, ci ha fornito la seguente definizione: “ creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”. Secondo questa definizione, creare consiste nel “realizzare un assemblaggio originale e utile associando elementi pre-esistenti”. Lo scienziato, il matematico, il biologo,  associano dei differenti elementi per farne qualcosa di nuovo e allo stesso tempo utile,  riuscendo addirittura a introdurre nel mondo sostanze che non esistono in natura.

La creatività considerata come attitudine a creare si distingue dall’immaginazione nella misura in cui è orientata verso la ricerca dell’efficienza., verso la traduzione in espressioni tangibili e utili. La scoperta dell’intelligenza creativa è stata una vera rivoluzione, così sconvolgente da non essere ancora stata integrata nel sistema educativo della maggior parte dei paesi europei, ancora basato sullo sviluppo dell’intelligenza ‘convergente’, misurata dai test di Q.I.

Quando, in Francia, i dirigenti radicali della IVa Repubblica hanno instaurato la scuola obbligatoria, gratuita e laica, c’è stato un enorme afflusso di ragazzi. Sono stati quindi ripartiti per gruppi di età… e subito si è scoperto che queste categorie non avevano senso. Ragazzi della stessa età anagrafica presentavano differenze intellettive enormi. In fretta e furia, due psicologi, Binet e Simon, hanno avuto l’incarico di creare dei criteri efficaci per costituire gruppi omogenei da gestire con successo dagli insegnanti. Così sono nati i test di Q.I. – quoziente intellettivo – che permettono di misurare precisamente l’intelligenza e di differenziare i super-intelligenti dai meno intelligenti. Ma questi test misurano quello che in realtà caratterizza una delle varie forme di intelligenza, l’intelligenza deduttiva, chiamata da Guilford ‘intelligenza convergente ’ in opposizione (noi diremo in complementarietà dialettica) all’intelligenza divergente:

La teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner

Il punto di partenza della concezione di Gardner è la convinzione che la teoria classica dell’intelligenza basata sul presupposto che esista un fattore unitario, misurabile tramite ilQI sia errata. Dopo aver effettuato indagini sull’intelligenza dei bambini e su adulti colpitida ictus, egli giunse alla conclusione che gli esseri umani non sono dotati di un determinato grado di intelligenza generale, che si esprime in certe forme piuttosto che in altre, quanto piuttosto che esiste un numero variabile di facoltà relativamente indipendenti tra loro. Gardner arriva a identificare almeno sette differenti tipologie di intelligenza:

1. Intelligenza logico-matematica, abilità espressa nel confronto e nella valutazione di oggetti concreti o astratti, nell’individuare relazioni e  principi.

2. Intelligenza linguistica, abilità che si esprime nell’uso del linguaggio e delle parole, nella padronanza dei termini linguistici e nella capacità di adattarli alla natura del compito

3. Intelligenza spaziale, abilità nel percepire e rappresentare gli oggetti visivi, manipolandoli idealmente, anche in loro assenza.

4. Intelligenza musicale, abilità che si rivela nella composizione e nell’analisi di brani musicali, nonché nella capacità di discriminare con precisione altezza dei suoni, timbri e ritmi.

5. Intelligenza cinestetica, abilità che si rivela nel controllo e nel coordinamento dei movimenti del corpo e nella manipolazione degli oggetti per fini funzionali o espressivi.

6. Intelligenza interpersonale, abilità di interpretare le emozioni, le motivazioni e gli stati d’animo degli altri.

7. Intelligenza intrapersonale, abilità di comprendere le proprie emozioni e di incanalarle in forme socialmente accettabili.

8. Intelligenza naturalistica, relativa al riconoscimento e alla classificazione di oggetti naturali.

9. Intelligenza esistenziale, capacità di riflettere sulle questioni fondamentali concernenti l’esistenza e più in generale nell’attitudine al ragionamento astratto per categorie concettuali universali.

(continua)

LA FOTO E’ STATA SCATTATA AL FESTIVAL DELLA CREATIVITA’ 2013 APPENA CONCLUSO

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Comments

4 Responses to “La creatività come attitudine”

  1. debora
    giugno 17th, 2013 @ 05:28

    Salve, quando ho fatto per la prima volta un commento su questo blog ho erroneamente spuntato “notifica nuovi commenti via email”… ora purtroppo ogni volta che viene aggiunto un commento ricevo quattro email con lo stesso commento. C’è un modo per annullare questo servizio? Grazie!

  2. gaefs
    giugno 17th, 2013 @ 11:47

    cara Debora, non saprei. chiederemo al web master.
    grazie

  3. anna
    giugno 21st, 2013 @ 03:12

    Info Molto utile. Spero di vedere presto altri post!

  4. Lucia
    giugno 26th, 2013 @ 13:37

    Sono molto felice di aver trovato questo sito. Voglio ringraziarvi per il tempo che spendete, è una lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho gia’ salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

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