Creativity Inside

Il metodo creativo

Il primo passo è l’ascolto (1)

Posted on | marzo 8, 2012 | No Comments

IL PRIMO PASSO E’ L’ASCOLTO

L’atto di ascoltare presuppone il silenzio, un silenzio attento, curioso, invitante…. come quello dell’arte giapponese dell’Hara-gei. Significa in un primo tempo pulire i nostri filtri percettivi, essendo coscienti della loro esistenza e della loro influenza, per poi attivare la totalità dei nostri sistemi sensoriali e mettere in moto i nostri due emisferi cerebrali, soprattutto il destro che è sede dell’intuito.

Da questo sforzo d’ascolto rispettoso può cominciare il dialogo. Esso sarà facilitato tramite il ricorso a differenti atteggiamenti e comportamenti che si ispirano agli strumenti di comprensione della persona.

Uno di questi strumenti, classico ma non per questo meno essenziale, è l’empatia, il mettersi nella pelle dell’altro, all’unisono delle sue sensazioni ed emozioni (in effetti l’emozione, come lo indica la radice stessa della parola, è il motore del pensiero e dell’azione). Una tecnica relativamente recente è il «matching»: farsi lo specchio dell’altro, assumendo la sua postura, i suoi gesti, la sua mimica….

Un altro strumento è l’Analisi Transazionale, a partire dal suo schema base :
- l’Io Bambino, sfera delle emozioni e sentimenti
- l’Io Adulto, sfera della razionalità
- l’Io Genitore, sfera dei messaggi culturali: educazione, società, famiglia, valori.
La maggior parte dei blocchi della comunicazione derivano da una scorretta utilizzazione dei canali che collegano le differenti parti dell’Io degli interlocutori. La regola fondamentale è quella di reperire la parte dell’Io attivata all’inizio de dialogo nel Ricevente e, naturalmente, nell’Emittente. La riuscita deriva dal fatto di accettare di collegarci sul canale che il nostro interlocutore ha aperto.

La creatività pratica può allora giocare un ruolo importante nella costruzione progressiva della comprensione reciproca. Lo scambio fa nascere una realtà condivisa, elaborata in comune. Il metodo creativo non serve a fabbricare delle idee originale ma ad inventare (dal latino « invenio », io incontro) , a scoprire ( sollevare il coperchio), a comprendere. Da qui l’affermazione di Jean Piaget: « Comprendere è inventare ».

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