Creativity Inside

Il metodo creativo

Divergere prima di convergere?

Posted on | novembre 12, 2013 | No Comments

“Se camminiamo in direzione dei nostri sogni,

incontreremo in qualsiasi momento un esito insperato”

(Henry David Thoreau)

 La Creatività è la logica della scoperta. Mentre il modo abituale di funzionamento dell’intelligenza, quello che hanno provato ad insegnarci, è deduttivo, relativamente lineare ed in ogni caso monologico, il funzionamento della mente nell’atto della creazione, dell’invenzione, della risoluzione dei problemi prende in prestito diversi percorsi logici senza limitazioni Creare significa de-strutturare e poi ristrutturare: de-strutturare la realtà esistente scomponendola in frammenti, in molecole, in atomi; ristrutturare questi elementi in modelli originali.

 Nel processo  creativo sono essenziali:

- una preparazione mentale adeguata (decondizionamento e mobilizzazione)

- un processo in cui si collegano molte tecniche che coprono tutta la catena creativa, dalla preparazione alla realizzazione.

Abbiamo visto che il primo fattore del successo creativo è il talento che qualsiasi essere umano possiede, più o meno sviluppato. Il secondo, è il metodo. Questo concetto può sorprendere in quanto le  rappresentazioni che la maggior parte delle persone hanno dell’inventore e dell’invenzione non includono il ricorso a un metodo. L’ispirazione spesso è stata considerata come un fenomeno misterioso e indecifrabile che porta la persona a produrre la sua creazione, senza capire ciò che le è successo. È certamente vero che una parte del percorso dell’invenzione avviene a un livello sotterraneo, nel subconscio, ma anche a questo livello si attivano alcuni meccanismi che gli esperti sono stati capaci di descrivere e che adesso possono insegnare affinché siano riprodotti.

Il principio di base di ogni pensiero creatore è la divisione nettissima tra due momenti:

-   un momento di apertura, seguito da

-   un momento di chiusura.

Durante la prima fase, detta divergente, la mente vagabonda liberamente, l’immaginazione è sovrana. E’ permesso divagare e anche sbagliare. In questa fase, i nostri vagabondaggi mentali possono portarci a immaginare tutto, il meglio come il peggio, il banale come il fantastico. L’importante è evitare ogni forma di censura, di critica e di autocritica, avere una benevolenza totale e incondizionata verso la più piccola idea, la più piccola stravaganza che ci viene in mente. La creatività nasce da un atteggiamento di ricettività per le idee nuove, non da un atteggiamento critico. Einstein scoprì la teoria della relatività mentre fantasticava ad occhi aperti immaginando di viaggiare su un raggio di luce fino ai confini dell’universo.

Al contrario, la seconda fase di focalizzazione, detta anche “ fase convergente ”, è condotta in modo cosciente e volontario.

Uno degli slogan di base della creatività afferma: ad ogni problema ci sono almeno due soluzioni. Significa che se abbiamo a un dato momento la certezza che c’è un’unica soluzione a un problema particolare, siamo ancora condizionati dal modo di ragionamento tradizionale che consiste nell’andare direttamente dal problema alla ‘soluzione’ percorrendo il cammino per noi più agevole. Siamo a tal punto prigionieri di gabbie mentali costituite dalla routine, dai dogmi, dai pareri degli esperti che non diamo il permesso a noi stessi di uscire dal nostro bunker, dal nostro rifugio fortificato per andare a guardare attorno a noi.

Per quanto riguarda il metodo creativo, esso consiste dapprima nell’autorizzarsi a divergere, a esplorare i territori più strani, a permettersi divagazioni più bizzarre, a osare pensare l’impossibile; poi, in un secondo tempo, a recuperare tutti gli elementi emersi nel corso di questo viaggio stravagante, a confrontarli con le esigenze della realtà e a trovare come sfruttarli al meglio per trasformare le idee magiche in soluzioni creative. Ed è questa dialettica tra l’immaginazione e la ragione che può essere chiamata metodo creativo.

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