Creativity Inside

Il metodo creativo

La storia della creatività

Posted on | gennaio 6, 2012 | No Comments

Storia della Creatività

“La creatività nasce con l’Uomo. Grazie a questa straordinaria potenzialità della mente l’uomo ha modificato il mondo creando strumenti utili alla sua sopravvivenza e alla sua evoluzione, cominciata dall’uomo delle caverne.
E l’’Homo Faber ha preceduto L’Homo Sapiens. Per lunghissimo tempo la capacità di creare è stata considerata un potere magico riservato solo agli uomini eccezionali: dunque appannaggio di pochi. Gli altri, facenti parte della massa indefinita,  avevano solo la possibilità di consumare i prodotti del genio. Solo una trentina di anni fa ricercatori americani dapprima, ed europei poi, hanno iniziato ad interessarsi attivamente alla creatività. Infatti l’intelligenza classica, chiamata convergente è un modello di funzionamento del cervello, un modello artificiale (ma non per questo da considerare negativamente)  che permette di viaggiare agevolmente su percorsi già tracciati dagli esperti e consolidati dal potere. La novità recente della creatività strutturata viene dagli Stati Uniti (pionieri in campo economico e spesso anche in campo sociale).
Oggi non basta più viaggiare sui binari. Non si tratta di distruggerli perché ancora in molti casi è il modo più economico e sicuro di procedere ma, per fare fronte ai cambiamenti in continua accelerazione e alla complessità crescente, c’è bisogno di sviluppare una nuova competenza.

La creatività come metodo per innovare è relativamente recente e se ha i suoi avi in Europa con Eraclito, Socrate, Leonardo, Cartesio (“La ragione non è niente senza l’immaginazione”), è negli Stati Uniti che prende una forma strutturata come metodo di ricerca di idee innovative per le aziende.
Fino agli anni ‘50 in Europa la parola creatività era praticamente sconosciuta. In Europa è giunto dapprima il Brainstorming che ha attirato l’attenzione su di sé come metodo capace di trasformare l’immaginazione in un approccio costruttivo. Il successo di questa tecnica apparentemente semplice ma mediocremente produttiva senza un adeguato allenamento, fu relativo. La creatività continuava a evocare pertanto qualcosa di ambiguo, da ammirare come madre di tutte le virtù e da temere perché creduta all’origine di tutti i disordini e errori. A tal proposito si legge in Poincaré’ (matematico): “il disordine è la condizione necessaria per la fecondità dell’anima”.
Estremamente importante e rivoluzionario è stato il lavoro di J.P. Guilford e la sua ricerca sul potenziale creativo, ossia il talento.

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