Creativity Inside

Il metodo creativo

Chi siamo

Hubert Jaoui

Il mio interesse per la creatività (allora, ovviamente, non sapevo che si chiamasse così) è nato quando avevo circa cinque anni. Aprendo gli occhi sul vasto mondo, mi resi conto che molte cose non andavano, in particolare l’arrivo di mia sorella che mi aveva rubato l’affetto di mio padre. In seguito mi sono ribellato a mia madre, il tipo d’insegnante tutto d’un pezzo, che pretendeva di modellarmi a sua immagine e somiglianza.

Intorno ai quindici anni, il marxismo mi è apparso come un buon mezzo per cambiare il mondo. Ma la figura di Stalin e il culto della personalità mi hanno tenuto sempre alla larga dal comunismo. Ho preferito vivere il socialismo libero e volontario in un kibbutz in Israele. Una grossa delusione e una scoperta: nessun cambiamento collettivo può riuscire se prima non passa attraverso una profonda trasformazione personale.

Una volta rientrato in Francia ho ripreso gli studi di geologia, per  cambiare settore, dal pubblico al privato, grazie alla Scuola d’amministrazione aziendale. Passando dalla vendita, al marketing,  all’innovazione, ho finalmente scoperto la mia vocazione. Ho subito abbracciato la “fede” creativa! Alcuni incontri con colleghi dei cinque continenti mi hanno incoraggiato a perseverare.

Lavorando con la mia società, la Gimca Management, ho creato con degli amici un’associazione informale, Createca, che opera in Francia e in Italia, la mia seconda patria. Createca è aperta a chiunque voglia sviluppare la propria creatività individuale e sociale. Vengono affrontati i temi più disparati: cultura, educazione, società, salute, politica ecc.

Strada facendo, ho scritto dieci libri. Sette sono dedicati all’azienda, tre alla vita personale

Siete tutti creativi! è il mio undicesimo libro.

 

Isabella Dell’Aquila

Ho trascorso buona parte della mia vita a “rompere”: gli schemi, le idee, i preconcetti, i pregiudizi. Mio padre e mia madre dicevano in giro, subito dopo il loro matrimonio, che un figlio non lo avrebbero avuto se non trascorsi almeno 3-4 anni dalla loro unione. Ho dato loro tempo un mese e poi, mi sono intrufolata tanto per rompere.

Sin da piccola, il mio più grande desiderio era di scoprire il mondo e sentirmi indipendente così approfittavo del riposino pomeridiano dei genitori per girovagare per la città. Per diversi giorni riuscii a muovermi libera d’intorno senza essere scoperta poi, mio fratello decise di seguirmi e si perse. Fu riaccompagnato a casa dalla polizia.

Decisi di rompere anche con le leggi della natura. Amavo Mary Poppins … dal terzo piano non si vedevano i tetti ma era certo abbastanza alto da volare con l’ombrello aperto, sempre con mio fratello accanto. Fortuna che, nel frattempo, era cresciuta un po’ la sorella più piccola che, mostrando precoce saggezza, corse a chiamare la mamma in cucina.

Primo anno di scuola: volevo rompere con la consuetudine di scrivere con la destra e usavo la sinistra. Mi corressero gli insegnanti a forza di scapaccioni.
Altra passione, in età poco più che adolescenziale, il disegno. Quando i miei genitori mi impedirono di iscrivermi al liceo artistico, non presi più i colori in mano e non volli più disegnare. Comunque visto che le lingue mi erano sempre piaciute, d’altronde con una mamma bretone e un papà napoletano, ce n’erano già almeno tre di lingue parlate in famiglia, decisi di iscrivermi alla facoltà di lingue straniere.

Poiché volevo mantenermi agli studi, trovai un lavoro a Roma nella segreteria di una ditta d’import/export . Ma, per non perdere l’abitudine, subito dopo la laurea, in men che non si dica, decisi di cambiare mestiere. Vinsi un concorso pubblico, miracolo! senza ricorrere ad alcuna raccomandazione, e iniziai a insegnare la lingua francese nella scuola pubblica, pur dimezzando lo stipendio. Il denaro non può ripagare il piacere e il tempo che si trascorre in aula e fuori aula.

Nel frattempo ancora una rottura, quella con le tradizioni. Ho sposato un uomo di una religione differente dalla mia. Papà, appena sposata, mi disse: “Hai scelto una strada difficile, figlia mia” e aggiunse “Non sarà facile, ma sono certo che avrete molte soddisfazioni”.
E tra le mie grandi soddisfazioni, c’è mia figlia Micol, che oggi ha 23 anni. Lei mi ha dato il privilegio di sentirmi, a volte, ancora una figlia perché imparo molto dallo scambio reciproco.

Solo da alcuni anni ho scoperto che in classe applicavo con i miei alunni tecniche di creatività. Alle volte ci scambiavamo le domande l’un l’altro a turno; così toccò a un ragazzino molto bravo, anche se molto povero, la domanda su dove studiasse dopo la scuola. Rispose con espressione pulita degli occhi: “ Professoressa, iu ? iu vado a pasci le pecuri ”. Era uno dei migliori della classe! Piccola nota nostalgica: ricordo ancora oggi con emozione l’applauso che ricevetti per la pagella come insegnante migliore della sezione.
Dopo un pò di anni, ho deciso di approfondire la tematica della creatività e ho lasciato la scuola per iniziare a lavorare in una società di consulenza manageriale.

Oggi continuo a rompere, stavolta, con la routine e, dopo dieci anni di lavoro ho deciso, insieme ad Hubert e Gaetano, di impegnarmi per la crescita personale e l’educazione nelle scuole aprendo questo blog.

Il mio motto? Provare per credere!

Collabora con l’Istituto Gimca da vari anni coordinando progetti di innovazione, facilitando incontri di lavoro e convention. Utilizza svariate tecniche di creatività applicata fra le quali il metodo PAPSA.

 

 

Gaetano Fasano

Gaetano Fasano è ricercatore dell’Isfol, ex presidente dell’associazione culturale Createca. Collabora con le società Gimca ed Europartners. Facilita incontri di lavoro e convention utilizzando svariate tecniche (PAPSA, GOPP, Open Space Technology, World Café). Fa docenza su argomenti quali: la comunicazione efficace, tecniche di problem solving, strumenti di facilitazione e animazione creativa di gruppi di lavoro, euro progettazione, Project Cycle Management. È insegnante certificato di Yoga Kundalini.

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