Creativity Inside

Il metodo creativo

Anticipazione: La Primavera delle idee

Posted on | aprile 19, 2012 | No Comments

 Introduzione

 Il mondo occidentale si è reso conto che è finita la pacchia: il resto del mondo sa – e i media ce lo dicono ogni giorno – di avere diritto ad una fetta della torta.  E la pretende in mille modi. La crisi finanziaria attuale non è altro che la punta di un iceberg.  Solo i ciechi possono ignorarlo.

Abbiamo tutti, dunque, un dovere di pessimismo. È arrivato il momento di  re-inventarci, ma in che modo?

Al momento solo due categorie sembrano  cavarsela:

  • gli “intoccabili” , coloro che fanno parte delle potenti lobby e che posseggono la capacità di nuocere che garantisce loro privilegi contro le intemperie, e
  • i furbi che hanno capito che l’assenza di regole e di valori è la nuova legge della globalizzazione. Il problema delle  “subprime„ conferma che il crimine può pagare e che quando il gangsterismo finanziario assume delle   proporzioni  gigantesche allo Stato non resta altro che guardare. A nostre spese naturalmente!

Una terza categoria merita di essere citata: quella degli innovatori, degli imprenditori, dei manager, dei ricercatori che si impegnano al  meglio nel proprio lavoro e fanno prosperare la loro azienda creando ricchezza. Dovrebbero essere incoraggiati, supportati ed onorati.

Ma per il resto del popolo, la cosiddetta massa indistinta, cosa si può fare per evitare due derive, entrambi temibili: l’assuefazione generalizzata,  che porta alla depressione e all’immobilismo, oppure la moltiplicazione delle vane proteste, tutti contro tutti?

                                                                                                                                                         Allora, cosa fare?

 I governi sono disorientati,  cadono dalla padella alla brace, si accontentano di mettere delle toppe in mancanza di pneumatici di ricambio. Sembra che non abbiano effettuato un analisi pertinente e, di conseguenza, si rivelano incapaci o impossibilitati di fare proposte innovative.

Una strada non è stata ancora imboccata: l’appello all’ottimismo della volontà e  alla creatività collettiva.  Occorre darsi una mossa e rimboccarsi le maniche, tutti!

Per quale scopo? Non è per trovare la grande idea che darebbe una risposta totale a tutti problemi ma per immaginare centinaia, migliaia di idee di piccole dimensioni.

“ Odio gli indifferenti „ ha detto Antonio Gramsci.

Coinvolgere le persone, invitarle a diventare, in una certa misura, artefici del proprio destino. Non fosse che per spingerle a rifiutare il ruolo confortevole di vittime e impedire loro di cadere nella depressione e nella passività o di continuare a sognare l’arrivo delle buone soluzioni che provengono dall’alto.

 

Scegliere, quindi, il più vicino possibile al terreno, quelle idee che possono essere realizzate, ovviamente senza troppi rischi,  per l’equilibrio generale del sistema. Poi analizzare cosa ha funzionato e perché; quindi condividere gli strumenti e le soluzioni per procedere a delle estensioni progressive dei successi sperimentati.

“ C’è una grande differenza tra l’essere vivi ed essere in vita „

ha scritto Baruch Spinoza.

 

 

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