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Il contributo dell’Analisi Transazionale (2)

Posted on | febbraio 18, 2012 | No Comments

(…) L’ Analisi Transazionale è una psicoterapia ma anche una teoria dello sviluppo della persona, del suo funzionamento intrapsichico e dei suoi comportamenti interpersonali.

 

E’ una teoria psicologica di facile comprensione ma estremamente acuta, valida anche nel campo dell’educazione e delle organizzazioni.

La filosofia globale dell’Analisi Transazionale inizia con il presupposto che tutti sono OK.

Ciò significa che ognuno di noi, a prescindere dal nostro stile di comportamento, ha un nucleo di fondo che è degno di essere amato e che ha la potenzialità e il desiderio di crescita e di autorealizzazione.

La teoria dell’Analisi transazionale è basata su un modello decisionale. Ciascuno di noi impara comportamenti specifici e decide un piano di vita nell’infanzia. Benché le nostre decisioni infantili siano fortemente influenzate dai genitori e da altre persone, siamo noi stessi che prendiamo queste decisioni nel modo caratteristico di ogni persona. Dal momento che siamo noi ad aver deciso il nostro piano di vita, abbiamo anche il potere di cambiarlo, prendendo nuove decisioni in qualsiasi momento.

L’Analisi Transazionale è uno strumento molto elastico di intervento terapeutico in quanto a carattere contrattuale; i contratti di terapia sono quelli attraverso i quali viene specificamente stabilita la meta della terapia. Essi possono essere distinti in contratti di controllo sociale e contratti di autonomia. I contratti di controllo sociale hanno come obiettivo un cambiamento comportamentale e il suo mantenimento nel tempo. Per contratti di autonomia si intendono invece quei contratti in cui la meta della terapia non è solo un cambiamento comportamentale ma un cambiamento del copione della persona, per cui la terapia non è solo a livello sintomatico, bensì di ristrutturazione della personalità.

L’Analisi Transazionale inoltre può essere sia psicoterapia individuale che di gruppo.

I disturbi psichici con cui l’approccio A.T. è indicato sono:

le strutture nevrotiche, anche gravi, sia fobico-ossessive che isteriche e depressive

le strutture borderline, poiché queste hanno bisogno di un setting ben strutturato, chiaro, teso alla focalizzazione della realtà

le strutture psicosomatiche, per le quali è stato elaborato, nell’ambito dell’A.T., un lavoro di tipo corporeo attraverso l’integrazione di tecniche mutuate da altri approcci ( es. terapia della Gestalt)

le strutture psicotiche , a condizione però che sia possibile il lavoro in una struttura di tipo comunitario-residenziale

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